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Le violenze alle casseforti: come fare per evitarle?

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le violenze alle casseforti

Le violenze alle casseforti sono un problema che nel corso della storia si è presentato più volte. Anzi, continua a presentarsi. In un certo senso, ha aiutato lo sviluppo di questo prodotto: più si affilavano le tecniche dei ladri, più i costruttori perfezionavano le casseforti. A sua volta, i miglioramenti apportati dalle aziende produttrici hanno stimolato l’ingegno e la creatività dei malviventi. In un processo circolare.

Le violenze alle casseforti: un problema antico

Nel Medioevo le casseforti in legno erano rinforzate e dotate di serrature.

Nel 1827 venne fondata la società Verstaen, che verso il 1900 si fuse con la Chevet, a Rouen, Rouen durante la prima metà del XIX secolo è stata una delle capitali della cassaforte.

Otto anni dopo, nel 1835, Charles e Jeremiha Chubb brevettarono la prima cassaforte antieffrazione. Probabilmente, il problema delle violenze alle casseforti era sentito anche allora.

Facciamo finta che…

Attualmente, tutte le aziende del settore fanno casseforti in grado di resistere agli attacchi. Prima di metterle in commercio le testano. Come? Simulando un attacco. Una o più persone, meglio se con una corporatura robusta, la attaccano utilizzando strumenti del mestiere come mazze, piedi di porco e fiamme ossidriche.

Metodi per evitare le violenze alle casseforti

Allarme e videosorveglianza

Una variante molto importante è il tempo di resistenza perché si suppone che gli scassinatori non abbiano molto tempo prima dell’arrivo del proprietario o, meglio ancora, delle Forze dell’Ordine.

Auspicando che in una casa vi sia un allarme e magari anche un impianto di videosorveglianza.

Le porte blindate

Inoltre, il modo migliore per evitare le violenze alle casseforti è evitare che i malintenzionati ci arrivino. E come si può fare? Oltre all’allarme si possono installare delle porte blindate e delle finestre con un vetro infrangibile. Infatti, le porte d’ingresso spesso sono ben illuminate, ben protette e ben sorvegliate, pertanto molti ladri preferiscono entrare dalle finestre. Diciamo che aggirano l’ostacolo principale. Ed è per questo che occorre proteggere anche gli accessi secondari, come le finestre.

Digressione: Mani di Velluto

Scrivendo queste righe, mi è venuto in mente il film con Celentano Mani di Velluto in cui interpreta la parte di un industriale che produce un vetro infrangibile. Se non lo avete visto e volete farlo, non spoilero. Del resto, abbiamo già parlato dei ladri nel cinema.

In Mani di Velluto recita anche Eleonora Giorgi, che fa la parte della ladra. Purtroppo, i ladri veri non sono così (tutti quelli della banda sono molto simpatici), pertanto è meglio tenerli alla larga.

Serrature digitali

Un supporto ulteriore viene dalle serrature smart, che consentono di effettuare il controllo degli accessi.

 Considerazione su questa strategia contro le violenze alle casseforti

Potremmo definire questa strategia di difesa quasi militare perché si vuole impedire ai ladri di arrivare alla cassaforte contrapponendo degli ostacoli fisici come la porta blindata e la finestra anti-effrazione e affidandosi anche alla Polizia o ai Carabinieri o a un servizio privato di vigilanza e di sicurezza.

 Agire d’astuzia: le casseforti nascoste

Esiste anche un altro modo per evitare le violenze alle casseforti e cioè far credere ai ladri che ci sia nessuna cassaforte. Ed è per questo che la si incassa nel muro e ci si mette davanti un quadro. Oppure che si opta per quelle camuffate, di cui abbiamo già parlato.

Il più grande inganno del diavolo è farci credere che non esiste (frase attribuita a Baudelaire, ma molto citata). Allo stesso modo modo, bisogna far credere ai rapinatori che in casa non esiste una cassaforte.

Naturalmente, si può optare di avere una cassaforte camuffata e una porta blindata, ad esempio.

Le violenze alle casseforti: il ruolo del muro

Infine, ci sono quelle a muro, le più capienti e le più resistenti, anche se buona parte del lavoro viene lasciata ai muri in cui vengono incassate.

 Due fatti di cronaca

La cronaca ci parla spesso di casi di violenza alle casseforti. Eccone due.

Agrigento

Alcuni ladri usavano mazze ferrate per forzare porte blindate e finestre, poi toglievano le casseforti dai muri. Lo faceva una banda di professionisti ad Agrigento. Le operazioni duravano una ventina di minuti.

Il tenente Alberto Giordano, che è a capo del Norm della compagnia di Agrigento, detto che si trattava di “Una banda di che agiva con violenza e scaltrezza. Talvolta i delinquenti chiudevano con il fil di ferro i cancelli delle abitazioni, per far perdere tempo ai proprietari nel momento del rientro e per garantirsi dunque la possibilità di fuga. E di questo si occupava il palo”.

La refurtiva veniva poi portata in un magazzino. Il colonnello Vittorio Stingo, Comandante provinciale dei carabinieri , ha spiegato: “La merce non rientrava subito in commercio, quello che si poteva vendere banalmente, quindi merce senza matricole o oggetti in oro non riconoscibile, veniva venduto al mercato settimanale. Parliamo di borse, occhiali. Tutto quello che aveva una registrazione, parliamo di rolex, di preziosi con caratteristiche particolari e pc veniva tenuto all’interno dei magazzini per un periodo di quattro, cinque, sei mesi. Passato questo tempo, se possibile, la merce veniva commercializzata in Italia, altrimenti partiva per l’estero. La refurtiva veniva commercializzata principalmente in Romania, anche su canali online”. Per quanto riguarda le armi finivano per la maggior parte all’estero.

Questi ladri parlavano poco e usavano pochissimo il cellulare. Parlavano in codice e in dialetto. Questo ha reso molto difficili le indagini.

Milano-Diletta Leotta

Anche Diletta Leotta ha subito un furto. A Milano. Le hanno preso via otto orologi, anelli e denaro liquido. Per un valore di 150mila euro. Era tutto in una cassaforte, che è stata asportata.

I ladri sarebbero entrati dalla finestra, che è stata forzata. Diletta Leotta Abita al nono piano.

 Considerazione/2

Questi episodi di cronaca fanno capire l’importanza di avere non solo una cassaforte ottima, ma anche di uno o più sistemi in grado di impedire ai delinquenti di arrivarci.

Protezione integrata contro le violenze alle casseforti

Noi siamo in grado di fornirvi sia una cassaforte, sia tutti gli altri strumenti di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Se le violenze alle casseforti vi preoccupano,  navigate sul nostro sito e chiedete informazioni.

I nostri consulenti sapranno ascoltarvi, capire le vostre esigenze e indicarvi i prodotti più appropriati per voi (non solo per quanto riguarda le casseforti).

Massimiliano Priore

Massimiliano Priore

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